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Swing low

Toews Miriam

In uscita il 20/01/2021

  • Isbn: 9788871689920
  • Numero pagine: 288
  • Traduttore: Balmelli M.
18,00 €
Toews Miriam

Tra le voci più significative della narrativa anglofona contemporanea, Miriam Toews nasce in Canada, in una rigida comunità mennonita, da cui fugge a diciotto anni. Fino ad oggi ha scritto otto romanzi, tra cui Donne che parlano e I miei piccoli dispiaceri, con cui ha vinto numerosi premi internazionali come il ‘Governor General’s Award for Fiction’ e il ‘Rogers Writers’ Trust Fiction Prize’.
Con l’uscita di Swing Low, tutte le sue opere sono ora pubblicate in Italia da Marcos y Marcos.

Sinossi

Quando Mel, a diciassette anni, si convince di essere un uovo, gli psichiatri non scommetterebbero un centesimo sul suo futuro. Decretano 'psicosi maniaco-depressiva' e prescrivono montagne di farmaci. Eppure Mel riesce a sposare Elvira, vulcano di vitalità e progetti, a diventare un insegnante geniale e amatissimo, a crescere due figlie con personalità spiccate, a coltivare fiori magnifici nel suo giardino. Consuma scarpe passeggiando all'infinito, organizza gare sui trampoli al chiaro di luna, accoglie con un sonoro buongiorno gli studenti davanti a scuola il mattino. Mel sente forte il richiamo della vita e della scoperta, ma la depressione lo insidia con la sua rete vischiosa di silenzio; alla fine riesce a catturarlo e a fargli credere di aver sbagliato tutto. La figlia Miriam, narrando la sua storia come avrebbe potuto raccontarla lui, con la comicità stralunata di un uomo dolcissimo e smarrito, ci dimostra che non è così.
 

Messaggio dell'Editore

Miriam Toews
SWING LOW
in sei verbi

1) Cantare
Swing Low Sweet Chariot,  da cui Miriam Toews ha tratto il titolo, è un canto di rivolta, composto da un nativo americano nel 1860, e poi rielaborato fino a diventare una delle canzoni più famose negli Stati Uniti. Ne esistono mille interpretazioni, celebre quella di Joan Baez a Woodstock. Dal 1988 è l’inno ufficiale della nazionale inglese di rugby. Invoca la fuga dalla schiavitù, il ritorno a casa e alla libertà.

2) Scrivere
La donna raffigurata in copertina è Miriam Toews che scrive mentre suo padre con grande dolcezza la illumina con una candela. 

3) Riconciliarsi
Swing Low è la storia di una doppia riconciliazione.
Miriam Toews ha scritto questo libro per fare pace con suo padre, che ha combattuto tutta la vita contro la depressione e infine si è tolto la vita. 
Nel libro Miriam ha immaginato che anche suo padre si riconciliasse con la propria vita, che ammettesse a se stesso di avere realizzato cose molto belle, di aver offerto amore e stimoli meravigliosi alla sua famiglia e ai suoi studenti, di aver avuto momenti di grande felicità.

4) Immedesimarsi
La voce di Miriam Toews apre e chiude il romanzo, ma la storia è raccontata in prima persona, dal punto di vista del padre, Mel. È lui, nell’immedesimazione di Miriam Toews, a raccontarci la sua vita, la sua fragilità, le sue conquiste, a incantarci con una visione delicatissima del mondo e delle persone amate.

5) Farcela
“L’ho fatto” dice Mel alla moglie, poco prima di morire.
“Hai fatto molte cose, Mel” gli risponde la moglie “a cosa ti riferisci?”
“Ho fatto quello che tutti pensavano non avrei mai fatto”.
Quando Mel, a sedici anni, era stato ricoverato in preda a una crisi (si era convinto di essere un uovo, con un guscio molto fragile e molliccio e gelatinoso dentro) gli psichiatri avevano escluso che avrebbe potuto avere una vita normale, ossia amare e lavorare.
Mel invece si è sposato, ha avuto due figlie, ed è stato un brillantissimo e amatissimo insegnante per tutta la vita.

6) Rigenerarsi
Come nei Miei piccoli dispiaceri, Miriam Toews con la sua scrittura fa il miracolo: parla di vita, felicità e meraviglia anche quando l’argomento sarebbe, sulla carta, drammatico.
Di nuovo troviamo il suo umorismo unico, la sua inesauribile capacità di amare e di valorizzare l’imperfezione felice come antidoto alle ombre.
Usciamo da Swing Low rigenerati, convinti che tutto si possa affrontare. 
 

Rassegna Stampa

La Repubblica (01 dicembre 2020)

“La sua lingua è brillantissima, intelligente, piena di sorprese. Ogni frase è un’invenzione” – Elena Stancanelli

TuttoLibri - La Stampa (08 dicembre 2020)

“Scrivere con umorismo, dolcezza, struggimento, compassione e vitalità, ha reso questo romanzo indimenticabile” – Federica Bosco

Il Venerdì di Repubblica (01 dicembre 2020)

“Donne che parlano è uno dei più interessanti e illuminati romanzi civili apparsi negli ultimi anni” – Tiziana Lo Porto

La Lettura - Il Corriere della Sera (13 maggio 2020)

“Ecco la facoltà più magica dell’autrice canadese: saper ridere di situazioni in cui chiunque si dispererebbe” – Vanni Santoni su La mia estate fortunata

Vanity Fair (09 settembre 2020)

“I miei piccoli dispiaceri toglie il fiato da quanto è brillante e poetico” – Daria Bignardi

Vanity Fair (13 gennaio 2020)

“Ci sono libri che diventano subito film nella tua testa. In fuga con la zia è uno di questi” – Enrica Brocardo

La Repubblica (05 gennaio 2021)

“Seguendo le esilaranti vicende quotidiane dei personaggi di Un tipo a posto si rimarrà incantati dalla loro commovente umanità” – Benedetta Marietti

Il Venerdì di Repubblica (16 gennaio 2019)

Mi chiamo Irma Voth è una miscela sapiente di dramma e commedia” – Brunella Schisa