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Editore: Luni Editrice
Reparto: Letterature straniere: testi
ISBN: 9788879849524
Data di pubblicazione: 16/01/2026
Numero pagine: 96
Traduttore: Linati C.
Collana: Caffè letterario
David Herbert Lawrence mostra - in questo libro magistralmente tradotto da Carlo Linati - un volto diverso da quello del romanziere "scandaloso" fissato dalla leggenda. Qui Lawrence è "la volpe": rapido, inquieto, ironico, capace di fiutare le ipocrisie del suo tempo e di scartare dalle piste più comode. Tra frammenti narrativi, osservazioni e lampi polemici, la sua prosa mette a nudo il teatro della rispettabilità, la morale che predica misura mentre teme l'energia del desiderio, l'educazione sentimentale che trasforma la vita in buona creanza. Lawrence non costruisce un trattato: sperimenta. Guarda il corpo e la mente come territori in tensione, ascolta la natura non come sfondo ma come forza che chiede verità, e invita il lettore a riconoscere quanto spesso ci adattiamo per paura di sentire. Ne nasce un testo breve e densissimo, da leggere d'un fiato ma destinato a "entrare sotto pelle": una piccola lezione di libertà interiore contro le convenzioni che addomesticano l'esperienza. Tra humour e ferocia, Lawrence si misura con un tema attualissimo: la distanza tra ciò che siamo e ciò che recitiamo per essere accettati, utilizzando una trama quasi da favola nera per parlare di potere, istinto, identità e fragilità dei patti affettivi; la "volpe" è l'intelligenza che non si lascia addomesticare, è un simbolo mobile: predatore reale, desiderio, minaccia. Un testo che parla di amore, solitudine, lavoro, classi sociali, dell'ambiguità dei rapporti e che, in ultima analisi, ricorda come la letteratura possa ancora essere un esercizio di coraggio. Le due protagoniste sono spesso state definite con l'etichetta storica di "Boston marriage": una convivenza femminile intensa e stabile, sia affettiva che erotica, ma che resta ambigua sul piano della "prova testuale", anche per il contesto culturale e censorio dell'epoca. Ma nel sottotesto del romanzo Lawrence le costruisce come una coppia intimamente legata e "alternativa" al modello eteronormativo nel quale insinua, appunto, la volpe come elemento disturbante al fragile rapporto instaurato tra le due donne. La volpe è un "espresso" letterario: concentrato, mordente, sorprendente; è una chiave per chi già conosce D.H. Lawrence dai suoi grandi romanzi e riscopre qui la stessa voce ma più mobile e tagliente, che trasforma l'insofferenza in stile e la lucidità in piacere di lettura.
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