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Il volume è esito di un percorso di ricerca interdisciplinare sugli effetti sociali e politici della violenza ambientale e sulle istanze di giustizia espresse da comunità contaminate in zone di sacrificio. Il polo chimico di Spinetta Marengo in Alessandria, oggetto di approfondimento, è un caso emblematico in tal senso. Qui alle eredità tossiche del passato, causa di degradazione ambientale e progressiva emergenza di conseguenze sanitarie, si aggiungono composti di più recente produzione, come i Pfas (per- e poli fluoroalchilici), la cui pericolosità per la salute umana e non umana è nota, almeno per alcuni dei composti di prima generazione. Questo disastro tecnologico, graduale e cumulativo, alimenta conflittualità sui rischi, denunce, contestazioni e forme di vittimizzazione attiva, anche sul piano giuridico-giudiziario. Basato su una metodologia di Community-based Participatory Research, il volume raccoglie venticinque voci di soggetti territoriali coinvolti nella co-organizzazione di dibattiti pubblici e partecipativi attorno agli impatti sociali, sanitari, politici e ambientali delle pressioni inquinanti. Quattro assi tematici sono affrontati in altrettanti capitoli: la storia sociale dell'industria e le memorie di mobilitazioni per il diritto alla salute e alla qualità ambientale; l'inquinamento chimico, le conseguenze sullo stato di salute e gli strumenti di informazione e monitoraggio civico; i percorsi di giustizia e la tensione tra esigenze di riconoscimento delle responsabilità dei danni e i diritti delle vittime alla riparazione; l'elaborazione di scenari futuri, mediando tra disinquinamento e dinamiche occupazionali.
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