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Editore: Einaudi
Reparto: Filosofia occidentale moderna
ISBN: 9788806270124
Data di pubblicazione: 26/02/2026
Numero pagine: 312
Traduttore: Santarcangelo V.
Collana: Maverick
Viviamo nell'epoca del materialismo gotico. Il tempo delle piattaforme e dell'IA, della guerra trasmessa in streaming, delle identità in pezzi, del lavoro che divora la vita, del confine ormai svanito tra carne e macchina, tra naturale e artificiale, tra verità e menzogna. Tra vita e morte che, come nei romanzi gotici, si scambiano costantemente di posto: è il distopico ma seducente presente di ChatGpt e del tecnocapitalismo. Eppure è anche il mondo che Mark Fisher aveva previsto e raccontato vent'anni fa in questo libro profetico e inedito, ideale prequel di "Realismo capitalista". Un manifesto lucidissimo e visionario capace di illuminare, con decenni di anticipo, il nostro tempo oscuro. E se le macchine fossero vive? È questa la domanda che infesta come uno spettro le pagine di "Materialismo gotico". A cui ne segue una ancor più inquietante, che mette i brividi: e se fossimo noi a essere morti come le macchine? Che senso avrebbe allora abitare un tempo dove tutto, la materia organica come quella inorganica, è morto? Mark Fisher ci trascina in un mondo che alla fine degli anni Novanta sembrava soltanto un distopico futuro non troppo prossimo, immaginato da filosofi, scrittori e registi, e che è ormai invece diventato il presente nel quale tutti ci muoviamo confusi e sperduti. Un mondo dove essere dotati di possibilità di azione non significa necessariamente essere vivi. Il materialismo gotico delinea un orizzonte in cui la distinzione fra organico e inorganico, razionale e irrazionale, tra finzione e teoria, si è dissolta nell'aria cibernetica. Universi ipermoderni, dominati dai prodotti scintillanti di un capitalismo tecnicamente sofisticato che però ricordano così da vicino gli zombie e i demoni dei tempi arcaici. Incubi popolati da corpi vuoti eppure capaci di agire, figure ambivalenti che fanno esplodere i confini della soggettività: "Blade Runner", "Terminator" e intelligenze artificiali. Un'analisi filosofica, che si muove sfrenata tra Deleuze e Guattari, Spinoza e Baudrillard, e che parlando della letteratura cyberpunk ci svela come un oracolo il senso delle inquietudini dell'oggi. Tra macchine che somigliano a esseri viventi ed esseri viventi che somigliano a macchine, sembra impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che è virtuale. E sembra inutile immaginare di cambiare un mondo che va in rovina perché siamo troppo vincolati alle forze che lo dominano. Con "Materialismo gotico" muove i primi passi la riflessione che ha forse avuto più influenza sul dibattito contemporaneo, il nucleo del pensiero da cui Fisher è partito per ridefinire la mappa teorica del nostro presente.
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