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Editore: Aragno
Reparto: Letteratura italiana: critica
ISBN: 9788893803762
Data di pubblicazione: 02/02/2026
«Che cos'è, allora, la "scienza nuova" di Vico?»: in una sala gremita di gente, che possiamo solo immaginare o vagheggiare con nostalgia, come un luogo fuori dal tempo, Gianfranco Contini, dei filologi e dei critici il principe, in un corpo a corpo sorprendente con le traiettorie filosofiche che percorrono sotterranee la nostra tradizione letteraria, getta al lettore, di oggi e di domani, un interrogativo affascinante. Le pagine di questa lezione del 1968, dimenticata per molti decenni, si offrono a tutti coloro che hanno affrontato i saggi vertiginosi di un simile Maestro, come per esempio quelli danteschi di Un'idea di Dante, e che credono che la ricchezza dello stile continiano abbia raggiunto apici non più replicabili e risultati in sé conchiusi. Soprattutto se si tratta, almeno in parte, di Dante. La forma del pensiero e della riflessione di Contini trova, invece, qui sviluppi - per quanto non inspiegabili - assolutamente imprevisti. Ma al lettore "impregiudicato", che non ha ancora letto una riga di Contini, che lo conosce solo di nome e che si appresta, con timore ed entusiasmo (si sa che scrive difficile!), a ripercorrerne i passi, questo testo con il suo stile affabile e persuasivo si propone come inizio ideale. Al principio di una potenziale, personale «corsa all'avventura» nei vagabondaggi della mente, come direbbe lo stesso critico. Si dica, infine, come nota Michele Ciliberto nella sua premessa, che è l'unico vero saggio di Contini, interprete finissimo anche del Rinascimento, su Niccolò Machiavelli.
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