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Editore: Aragno
Reparto: Filosofia occidentale moderna
ISBN: 9788893803793
Data di pubblicazione: 02/02/2026
Collana: Biblioteca Aragno
Nella tradizione, anzi nel solco "antico" di Montaigne, che scrive «je ne fais rien sans joi», il grande critico e filologo Gianfranco Contini è un sommo dilettante: sa giocare con tutto, con la filologia, con le varianti d'autore, con la conoscenza che si disperde in mille rivoli. E anche con il più illustre americano ospite, perpetuo, in Italia, Bernard Berenson, lo storico dell'arte conteso dai collezionisti e dalle gran dame di tutto il mondo. Ma questo libro - non si deve fraintendere - non è una burla, anche se l'ironia che Contini vi riversa rende estremamente godibile la lettura, e, di conseguenza, la sequela di nomi e sistemi teorici chiamati in causa. In sintesi, Berenson riesuma un appello agli italiani, scritto a metà tra la dichiarazione pubblica e la meditazione privata nell'ottobre del 1944, quando si nascondeva dai nazisti che avevano occupato Firenze, e lo pubblica sulla rivista fiorentina - dalla vita corta, ma significativa per qualità degli interventi - «Il Mondo»: è il febbraio del 1946. Occorre abbandonare, mettendola da parte per un po' di decenni, la filosofia tedesca di Fichte e Hegel e fare incetta di pensatori e memorialisti francesi, inglesi e americani: la religione della libertà contro la teologia dell'autorità propugnata dall'idealismo tedesco. Se il fascismo è nato mentre la fortuna dell'idealismo spadroneggiava in Italia, un motivo ci sarà ben stato, suggerisce il critico d'arte. Quattro numeri dopo, sulla medesima rivista, Contini - il 6 aprile 1946 - risponde... da dilettante, anche lui, come Berenson, della filosofia, forse, ma sicuramente da maestro, come sempre, della prosa e dell'intelligenza critica.
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